lunedì 11 luglio 2011

Invito alla sobrietà felice



Ho avuto il piacere di leggere un bel libro dal titolo: Invito alla sobrietà felice, scritto a più mani da diversi autori. Vi do una breve recensione del libro alla fine di questo post, ma vorrei commentare la parte più "rivoluzionaria" del testo, che è anche quella che ho apprezzato maggiormente.
Gli autori affermano che per cambiare il sistema economico e culturale dominante sono necessarie due rivoluzioni ed è necessario che si realizzino insieme.
La prima rivoluzione è quella dell'efficienza, un modo di lavorare attraverso cui l'uso di tecnologia che rende di più e spreca di meno si ottiene un miglioramento della prestazione. Un semplice esempio è sostituire una vecchia caldaia condominiale con una  nuova caldaia a condensazione molto più efficiente di quella vecchia. Otterremo a parità di calore nelle nostre case un risparmio economico ed ecologico (minori emissioni)
Tuttavia, rifacendoci al precedente esempio della caldaia condominiale, se non cambiamo anche le nostre abitudini al consumo la situazione non potrà migliorare, semplicemente peggiorerà più lentamente. Per avere una vera inversione di tendenza bisogna portare avanti la rivoluzione della sufficienza dei consumi, che non vuol dire ritorno alle caverne, ma chiedersi se tutto quello che abbiamo è davvero necessario. Torniamo al nostro condominio anche la migliore delle caldaie non può aiutarci se andiamo in giro per casa in pantaloncini e maglietta d'inverno perché in casa abbiamo 30 gradi.
Sarà ragionevole pensare di vestirsi normalmente e magari tenere un maglione per stare caldi: i nostri nonni si vestivano bene d'inverno perché sapevano che la legna era una merce rara e costosa e che comprarla era sciocco rispetto all'idea di vestirsi adeguatamente. Oggi siamo nella situazione di avere risorse a basso prezzo, ma per quanto ancora?

Veniamo al cohousing: credo che questa forma di abitazione con il suo vivere (parzialmente) comunitario agisca su entrambi i filoni. In genere i coabitanti si indirizzano verso la ristrutturazione di edifici o la creazione di edifici in classe A (lavorando sull'efficienza).
Si lavora anche sulla sufficienza in quanto chi vive in cohousing tende ad usare meno risorse e quelle che ci sono risultano suddivise per un numero maggiore di persone abbassandone l'intensità energetica. Mi spiego: se una lavatrice (magari in classe AA) la comprano tutti è una cosa ma se 5 famiglie la condividono abbasso i consumi dell'80% . Si può quindi affermare che la vita comunitaria (e quindi non solo il cohousing) è in genere più sobria e che andrebbe promossa culturalmente e politicamente.
Il piacere della semplicità non l'ha inventato un ecologista, è stato descritto da molti pensatori. Uno di loro, Andrew David Sorow, spiegò che "un uomo è ricco in proporzione al numero di cose che può concedersi di abbandonare". Non si tratta solo della soddisfazione che viene dai "fioretti" o dal sentirsi meno lontani dai poveri: è che per acquistare, gestire, proteggere, consumare molti beni, insomma per "massimizzare le soddisfazioni materiali", ci vuole molto tempo; e siccome le ore sono sempre 24, l'avere tanto ruba tempo e quindi benessere. La scarsità di quest'ultimo è la dea vendicatrice della ricchezza: ladra di tempo. E' stato calcolato che gli indiani navaho hanno circa 230 oggetti per la famiglia, tutto compreso; una famiglia italiana ne ha almeno 10.000. A chi tocca correre di più?


Breve recensione:
Al posto della crescita senza limite dell'economia, della produttività, dei soldi, dei consumi, dei bisogni, gli autori, impegnati in attività sociali ed ecologiche, propongono l'individuazione a livello personale e comunitario di uno stile di vita basato sulla sobrietà, intesa come capacità di controllo del bisogno e delimitata da un senso naturale del limite, inteso non come gabbia o muro da scavalcare ma come risorsa: un vincolo risorsa che l'essere umano può gestire in autonomia.
Una sobrietà che può essere felice poiché ci libera dai bisogni indotti, restituisce tempo ed energie per noi e gli altri e ci colloca armoniosamente nel sistemo ecologico di relazione che compromesso ci riconduce per gradi ad un sempre maggiore impoverimento reale.
Oltre a redigere una critica attenta degli errori macroeconomici nelle relazioni tra stati e nell'organizzazione del lavoro attuale, gli autori pongono l'attenzione, più che sulla dimensione politica del problema, sulla necessità di cambiare concretamente i comportamenti ed indicano alcune strade già intraprese e condivisibili nei vari ambiti da tutti: il consumo critico, il commercio equo, l'ecologia quotidiana, il risparmio etico, il turismo responsabile, pratiche ed impegni che delineano i contorni di una nuova economia e di un nuovo mondo del lavoro di cui necessitiamo con urgenza per superare la vuota imprenditoria di profitto, il consumismo passivo e la tendenza di massa al parassitismo economico

fonte:

lunedì 27 giugno 2011

Scusi, ma perchè dovremmo favorire dei privati?

Questa domanda mi è stata fatta diverse volte, anche da qualche politico/funzionario, ed è stata fonte di vivaci confronti. Vi propongo l'analisi fatta dall'associazione Solidaria, che ha realizzato un breve e completo documento scritto. Lavori come questo sono alla base per proficui dialoghi con le Amministrazioni in quanto si passa da ragionevoli criteri di buon senso a documenti scritti su cui fare un discorso scientifico. Proprio questo è lo scopo di questo blog e raccogliere materiali analoghi che possano aprire le porte delle Amministrazioni; un invito a spedirli, pubblicarli e discuterli in un'ottica di miglioramento continuo.

Ecco parte del contributo:

Perché le Amministrazioni dovrebbero sostenere il cohousing?
di Chiara Durante – Architetto e socia di “Cohousing Solidaria”
Contributo rivolto alle pubbliche amministrazioni e ai cohousing al fine di mettere meglio in luce e conoscere gli aspetti che possono avere ricadute positive sull'interesse collettivo, auspicando un confronto sempre più collaborativo e fruttuoso.
 
La recente diffusione dell’interesse per il Cohousing in Italia fa sì che non ci sia ancora una codificazione chiara del tema nella legislazione italiana. Scopo della neonata Rete Italiana Cohousing è anche quello di contribuire alla conoscenza e al riconoscimento istituzionale dell’attività delle associazioni, mettendo in rilievo e promuovendo lo sviluppo di quegli aspetti del cohousing che possono avere ricadute positive sull’interesse collettivo e auspicando un confronto tra le associazioni stesse e le pubbliche amministrazioni. 
In questa sessione cercheremo di esplicitare questi aspetti, anche attraverso un rapido sguardo al panorama di quei paesi dove il Cohousing è una realtà ormai consolidata. ... 

Qui il resto

lunedì 20 giugno 2011

SH SHARING Condividere idee e abitazioni - Torino, via Ivrea 24

A Torino in via Ivrea (zona nord - quartiere Pietra Alta) è partito un importante progetto di social housing, con criteri di innovazione ed efficienza energetica.

Il progetto intende proporsi come un innovativo percorso per poter offrire una concreta risposta ad un disagio abitativo sempre più crescente nel panorama nazionale, proponendo un modello flessibile che possa venire incontro a bisogni diversi di specifici possibili utenti.
La strategia dei promotori prevede la creazione di una rete di scambio con Associazioni ed Enti Pubblici e Privati per promuovere uno spazio dove la transitorietà non viene vista come situazione al limite del disagio sociale e abitativo, ma bensì occasione di nuova progettualità personale ed incremento del proprio patrimonio personale.


Mi pare interessante anche l'attenzione all'ambiente che si pone.
Il progetto di riqualificazione architettonica, prevede il ripensamento dell’immobile attraverso l’impiego del colore che donerà un nuovo ritmo alle facciate con l’utilizzo di materiali disinquinanti foto catalitici oltre a spiccate attenzioni all’ambiente e alla sostenibilità con utilizzo di materiali ecocompatibili a bassa manutenzione, sistemi solari passivi, sistemi di recupero dell’acqua piovana, un impianto fotovoltaico per la produzione dell’energia elettrica, un impianto solare termico destinato ad integrare oltre il 60% del fabbisogno di ogni unità abitativa.

Penso che il progetto di via Ivrea possa essere usato e riletto in chiave cohousing, dove la pubblica amministrazione coordine le forze, la progettualità e le risorse. Mentre gli operatori privati e le famiglie possono metterci competenze e professionalità non facilmente reperibili sul mercato.
Ecco un breve video di presentazione del progetto e troverete informazioni alla pagina: www.sharing.to.it


In corsivo alcune citazioni dal sito.

giovedì 2 giugno 2011

Video dell'incontro organizzato da L'isola che c'è

   L'associazione L'isola che c'è (Como) sta portando avanti il progetto LuoghiCOmuni con cui muove i primi passi per realizzare un cohousing nel comasco. Trovate qui di seguito il video, ma vorrei sottolineare una particolarità: a differenza di altri gruppi presenti sul territorio che si sono formati più o meno spontaneamente qui è avvenuto qualche cosa di diverso e su cui è interessante riflettere.
   Il progetto di cohousing è il frutto di un percorso lungo (dal 2003) che muove l'associazione creando una rete locale di economia solidale, che coinvolge realtà di vari ambiti: commercio equo e solidale, finanza etica, consumo critico e consapevole, cooperazione sociale, riciclo e riuso, energie rinnovabili, agricoltura biologica, artigianato, turismo responsabile, solidarietà internazionale, tutela dell'ambiente, pace, cultura, arte, formazione e informazione.
   Il fatto che un gruppo di persone abbia espanso sempre più i propri interessi, partendo da progetti piccoli, ma concreti è un valore positivo sulla crescita che può portare essere gruppo che agisce sul territorio in diversi settori. E' importante legarsi a varie associazioni ed essere permeabili ad idee nuove (ad es. la permacultura).
"Se tu hai una mela, e io ho una mela, e ce le scambiamo, allora tu ed io abbiamo sempre una mela per uno. Ma se tu hai un'idea, ed io ho un'idea, e ce le scambiamo, allora abbiamo entrambi 2 idee." di G.B. Shaw


Video presentazione "LuoghiCOmuni" 

LuoghiCOmuni è un percorso di promozione sociale sul tema del coabitare che ha l'obiettivo di creare una rete tra le realtà esistenti sul territorio e stimolare la costituzione di gruppi di progettazione e sperimentazione di nuovi modelli solidali ed ecosostenibili d'abitare. 

Lo scambio di idee e la convinzione della necessità di un cambiamento ci hanno portato a lavorare sul tema dell’abitare partendo ciascuno dalla propria esperienza, per questo abbiamo pensato a LuoghiCOmuni come percorso dove incontrarci e trovare risposte concrete al desiderio di uscire dall’individualismo, promuovere uno stile di vita più solidale, sobrio e rispettoso dell’ambiente. Questo significa anche interagire con le istituzioni e verificare se ci sono spazi per progetti di riqualificazione del territorio, lavorare con la Pubblica Amministrazione  per individuare aree libere o recuperare edifici esistenti dove sperimentare la coabitazione come occasione per rivalutare alcune zone e diventare magari esempio pilota di nuovi modelli abitativi.

domenica 22 maggio 2011

CONVEGNO: Cohousing, esperienze e progetti italiani a confronto

Si terà a Correggio (Reggio Emilia) un interessante convegno sul CoHousing a cui parteciperanno:

- Massimo Giordano della Rete Nazionale Cohousing.
- Alida Nepa di Cohousing Solidaria di Ferrara.
- Alessandra Campanini, Bioecoservizi, "Metodologie di progettazione partecipata nei percorsi abitativi del co-housing e degli ecovillaggi con alcuni esempi".

Partecipate numerosi e se raccogliete materiale (dispense, presentazioni, foto, riprese video) segnalatele pure in modo da farle diventare patrimonio comune.

mercoledì 4 maggio 2011

Ti serve un edificio? ecco la lista.

Il Governo ha pubblicato l'elenco dei siti (terreni e fabbricati) che verranno ceduti agli enti locali. Trovo molto interessante il fatto che beni spesso abbandonati (o sottoutilizzati) vengano dati a chi opera sul territorio. 
L'idea è che chi ha a che fare con la realtà locale potrà meglio avviare processi di Valorizzazione, del patrimonio edilizio. Quel valorizzazione può volere dire di tutto (nel bene e nel male), ma può anche voler dire che associazioni di cittadini individuini un immobile pubblico e propongano al sindaco un progetto condiviso per riqualificare. 
L'elenco è lunghissimo, quindi sono rose fioriranno (le occasioni)


I beni appartenenti al patrimonio dello Stato e gestiti dall'Agenzia del demanio sono stati individuati al termine di una apposita istruttoria e sono allegati ad una Decreto del presidente del Consiglio che dovrà essere sottoposto all'esame della Conferenza Unificata Stato-Regioni-province e comuni al fine di siglare un'intesa sul provvedimento.
L'elenco dei beni individuati  singolarmente  o  per gruppi è corredato da adeguati elementi  informativi, anche relativi allo stato giuridico, alla consistenza, al valore  del bene, alle entrate corrispondenti e ai relativi costi di  gestione  e acquistano efficacia dalla data della pubblicazione dei  decreti  del Presidente del Consiglio dei Ministri nella Gazzetta Ufficiale.
ELENCO BENI