domenica 10 febbraio 2013

Sfratti e Costituzione

(Questo post riprende uno precedente.)
 
   A Torino (e comunque in Italia) la casa è un’emergenza: nel 2012 ci sono stati circa 4000 sfratti per morosità, a cui rischiano di aggiungersene quasi 2000 (stime Caritas) per gli inquilini ATC che non possono più rientrare nelle regole delle case popolari, che la Regione ha rivisto al ribasso dallo scorso 31 gennaio; e ci sono altre migliaia di persone che hanno una casa grazie a fondi regionali e nazionali che sono a rischio. Insomma, rischiamo di avere presto migliaia e migliaia di torinesi in mezzo a una strada.

    Si èdiscusso sulla proposta che veramente potrebbe risolvere il problema: quella di fare incontrare l’enorme patrimonio abitativo inutilizzato in città – si parla di 50.000 alloggi – con le persone che ne hanno bisogno. Si potrebbe cominciare da due riserve immediatamente accessibili, quella degli interi palazzi in abbandono da decenni perché i proprietari non sanno che farsene (è incredibile, ma ce ne sono decine) e quella di diversi palazzi appena costruiti, ancora invenduti in gran parte e senza grandi speranze di essere venduti a breve.

   Il Comune potrebbe gestire domanda e disponibilità, arrivare a un accordo con i proprietari, coprire le spese (costa molto meno che pagare gli affitti), pagare una assicurazione che protegga i proprietari dai danni degli inquilini, che potrebbero magari impegnarsi a fare in proprio lavori di risistemazione e manutenzione, se non possono pagare un affitto. Potrebbe farlo in accordo, ma anche, dove necessario, d’autorità, come la legge consente e come già è stato fatto a Roma.
Infatti, non è accettabile la requisizione forzata che di fatto è realizzata dal blocco degli sfratti, che scarica il costo di dare una casa a una famiglia indigente solo sulle spalle dello sfortunato proprietario di casa, che non sempre è un ricco strozzino e che talvolta, dal mancato pagamento dell’affitto a fronte delle spese e delle tasse che restano, viene portato in rovina anch’egli.
 
   E’ invece accettabile la requisizione del patrimonio immobiliare inutilizzato e per cui non sono previsti utilizzi a breve, perché, come dice la Costituzione all’articolo 42, la proprietà privata è garantita MA con “limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”, e se tu lasci un palazzo in abbandono per vent’anni o ne tieni uno vuoto per far salire i prezzi, tra l’altro creando problemi di degrado al quartiere, allora è giusto prenderlo e usarlo per l’emergenza, garantendotene la custodia e la possibilità di riaverlo nel momento in cui tu ti presentassi con un piano concreto per usarlo.
fonte: Consigliere Comunale Vittorio Bertola - Torino

   Ora il cohousing può diventare una CONCRETA opzione per tutti quei cittadini che adeguatamente informati su cosa è relamente il cohousing potrebbero decidere di intraprendere un percorso condiviso. Si aprono 2 interessanti scenari:
1) il gruppo potrebbe rendere abitabile una casa/edificio in autorecupero
2) formare un gruppo di cohousing e portare avanti il tema dell’empowerment e  della crescita personale connesse ai processi di attivazione dei cittadini.

   Sarà proprio l'empowerment il tema del prossimo post.

  

venerdì 1 febbraio 2013

4 - Ludoteca/nursery – micronido


    Un altro spazio e servizio comune diffuso, anche se in misura minore rispetto ai precedenti, è quello legato alla cura dei bambini ed in particola modo dei neonati (0-2 anni). In quella prescolare (da 0 a 6 anni) non essendoci obbligo scolastico le famiglie potrebbero non trovare sul territorio strutture educative, economicamente o logisticamente, accessibili. 
   Per tale ragione ci si può accordare con le famiglie ed si potrà gestire lo spazio nella maniera ritenuta più opportuna: assumendo un'educatrice, chiedendo supporto a chi vive nel cohousing e dispone di molto tempo libero (pensionati giovani) oppure autogestendo lo spazio turnando con gli altri genitori nella cura dei figli. Nei casi più semplici (pochi bambini e tutti interni al gruppo) viene usata la sala multifunzionale ed i bambini stanno insieme agli adulti, mentre in altri casi è previsto un locale separato attrezzato adeguatamente. Negli interventi più grandi la struttura è aperta all'esterno per condividere la soluzione e ottimizzare le risorse. Tutto ciò porta a diversi vantaggi:
  • si risolve un problema che limita il ritorno al lavoro dopo la nascita del bimbo e che, nel caso delle donne, a volte non avviene più
  • il costo è molto più conveniente rispetto alle strutture private e si ha un miglior controllo sulla qualità e sulla flessibilità del servizio erogato
  • per chi è uscito dal mondo del lavoro (la pensione oppure lavoratore precario) può diventare un utile occasione per dimostrare la propria utilità sociale e trasmettere ai bambini le proprie conoscenze e valori
  • le famiglie hanno modo di confrontarsi sull'educazione dei figli con diversi modelli culturali e si trovano coinvolte maggiormente nell'educazione dei figli con obiettivi educativi spesso più elevati
  • può divenire per alcuni membri una vera e propria attività professionale, specialmente nelle strutture aperte al pubblico

domenica 20 gennaio 2013

3. Giardino ludico e ornamentale – orto/serra

       Anche questo spazio, esterno e attiguo all'edificio, è molto frequente nelle realizzazioni in quanto può assolvere a diverse funzioni, tra cui: luogo di relax e di intrattenimento, luogo produttivo agricolo, luogo per il gioco e l'apprendimento dei bambini, eventualmente può esserci una serra che funziona anche da giardino d'inverno in tal modo si ottiene anche l'apporto gratuito del sole che ottimizza il riscaldamento invernale. 
         Questa soluzione ha il doppio vantaggio di avere uno spazio comodamente fruibile nella stagione fredda che si affaccia sul verde e permette la coltivazione di alcune piante che non resisterebbero ai rigori invernali. Le tipologie di giardino realizzate sono diverse e si pone l'accento sia sulla fruizione del giardino in quanto luogo di bellezza e spazio sociale e conviviale e luogo di salvaguardia della biodiversità. A tal proposito vengono realizzate strutture utili, ma costose come le fontane o le vasche per i pesci, che oltre allo scopo ornamentale permettono di mitigare la calura estiva e il proliferare degli insetti. Tutto ciò porta a diversi vantaggi:
  • si realizza un nuovo luogo di socializzazione, che arricchisce ancora di più le occasioni di incontro
  • il poter trascorrere del tempo all'aria aperta, quando il clima lo permette, è un vantaggio per il benessere psicofisico
  • l'autoproduzione (quasi sempre biologica) e il consumo di prodotti in loco concorrono a ridurre l'inquinamento dovuto ai trasporti e a minimizzare la produzione di rifiuti, in quanto si avranno meno imballaggi e l'organico viene compostato
  • si ha uno spazio comodo e sicuro dove poter giocare con i bambini e che permette loro di confrontarsi liberamente con i propri coetanei. Inoltre i bambini e i ragazzi possono essere coinvolti nella cura dell'orto per alcuni semplici attività o nella raccolta dei frutti
  • si ha una mitigazione delle escursioni termiche estive e invernali con un vantaggio economico sui costi di riscaldamento e raffrescamento; c'è un miglioramento della qualità dell'aria e dell'acqua
  • si realizza uno spazio produttivo, l'orto e a volte anche un frutteto, che non permette l'autosostentamento, ma contribuisce ai bilanci familiari ed arricchisce le famiglie sull'importanza di frutta e ortaggi di prossimità e stagionali

venerdì 11 gennaio 2013

2. Sala da pranzo multifunzionale

        Insieme alla cucina rappresenta lo spazio comune più ambito e quindi realizzato, in quanto permette di limitare la grandezza dell'alloggio privato, che solo occasionalmente sarà usato per momenti conviviali di gruppo (feste, ricorrenze, riunioni familiari); inoltre tale spazio ha sempre la caratteristica di essere flessibile nell'uso e di poter essere fruito in maniere multi-funzionale. Ad esempio quello che in alcuni momenti è un refettorio può diventare una sala riunioni, uno spazio per il gioco, una sala TV, un luogo dove incontrarsi e chiacchierare. Tutto ciò porta a diversi vantaggi:
  • si usa in maniera efficace lo spazio in quanto gran parte della comunità tende a condividere i pasti
  • si viene a realizzare un luogo di incontro e socializzazione tendenzialmente neutro: le famiglie che prendono parte alle attività lo fanno spontaneamente e mosse dal desiderio di confrontarsi con altri
  • le famiglie hanno a disposizione un locale che permette loro di organizzare attività creative, ludiche, educative, informative o di socializzazione anche verso l'esterno ad esempio verso ospiti particolari
  • tale spazio può essere anche un servizio da offrire al quartiere e può divenire fonte di reddito o verrà concesso gratuitamente in base a precedenti accordi con la Pubblica Amministrazione

mercoledì 2 gennaio 2013

Vicini di casa, Vicini di vita

* 

    Ecco un breve Estratto dal Convegno di presentazione del progetto di cohousing "Corte colonica Il duchino" del 31 marzo 2012 a Ferrara: intervento di ROSA AMOREVOLE, Consigliera di parità della Regione Emilia Romagn e risposta di ROBERTA FUSARI, assessore all'Urbansistica del Comune di Ferrara.

Buona Visione
VIDEO su Blip.tv



venerdì 7 dicembre 2012

1. Cucina comune



     
        L'idea di realizzare uno spazio comune dove poter preparare i pasti avendo a disposizione cucine professionali e attrezzature specifiche è sicuramente la più comune nelle realizzazioni di cohousing. I motivi sono diversi, come ad esempio: il non doversi occupare quotidianamente della preparazione dei pasti, avere comodi ed efficienti spazi per la preparazione e cottura dei cibi, poter apprendere nuove tecniche per la preparazione e cottura, avere un luogo dove poter realizzare prodotti a lunga conservazione (le conserve o le marmellate) o media conservazione (pane o biscotti) in maniera organizzata. Tali motivazioni portano a importantissimi vantaggi:
  • si riesce ad organizzare meglio il tempo dedicato alla preparazione dei pasti: le famiglie turnando fra di loro dedicano complessivamente meno tempo alla preparazione dei pasti
  • si genera un vantaggio economico legato all'economia di scala: dovere scaldare, o congelare, i cibi solo una volta per tutte le famiglie aumenta l'efficienza energetica del processo
  • essendo i costi ripartiti su un più ampio numero di persone ci si può permettere elettrodomestici di elevata qualità che durino nel tempo e che appartengano a una classe energetica superiore
  • ci si arricchisce culturalmente, in quanto si riceve e si condividono con altri la propria cultura alimentare e le tecniche per la realizzazione dei diversi cibi
  • la qualità dei pasti è generalmente alta, in quanto sia le materie prime sia i menù sono sempre scelti con grande attenzione
  • anche se usata semplicemente in maniera individuale si viene a generare comunque una relazione con gli altri

sabato 24 novembre 2012

Spazi e servizi comuni nei CoHousing. Quali i più interessanti?




   Se la voglia di tessere nuove reti relazionali è sicuramente il più forte motivo ideale per chi vive, o lo desidera, in un cohousing, la presenza degli spazi e dei servizi comuni è il motivo più pragmatico. Non esistono due cohousing uguali ed ogni realizzazione fa storia a se e meriterebbe di essere studiata singolarmente essendo tutti progetti unici e irripetibili che si estrinsecano grazie alla pluralità delle persone che lo compongono. Tuttavia esistono alcuni spazi e servizi comuni che sono ricorrenti, alcuni più di altri, con frequenza decrescente annoveriamo:
  • Cucina comune
  • Sala da pranzo multifunzionale
  • Giardino – orto/serra
  • Ludoteca/nursery – micronido
  • Lavanderia – stireria – asciugatrice
  • Biblioteca – emeroteca – CD/DVD
  • Sala computer  
  • Laboratorio hobbistico
  • Camera degli ospiti – Bed and Breakfast
  • Palestra – sauna
  • Piscina
  • Magazzino – Dispensa – Ripostiglio
  • Sala musica/(ballo → palestra)
  • Infermeria
  • Locale rifiuti, recupero acque fitodepurazione (+ spazio riuso creativo)
  • Parcheggio (open space), cantine, locali tecnici
  • Servizio di portineria (paga le bollette, riceve la posta, fa prenotazioni)
  • Car sharing/pooling – bike sharing

    Da un punto di vista quantitativo le superfici destinate ai servizi comuni occupano circa fra il 10% e il 40% della superficie complessiva; ovviamente i membri sono consapevoli che saranno parzialmente penalizzate le dimensioni delle singole unità abitative a favore di quelle comuni. Questo ha anche l'effetto di invogliare a trascorrere maggior tempo fuori casa e incontrarsi negli spazi comuni. 
Analizzeremo in dettaglio (nei futuri post) quali sono le varie soluzioni più comunemente implementate e rimaniamo in attesa di vostri suggerimenti e segnalazioni.